L’intuizione di voler approfondire la figura di Josef Mayr Nusser da un’angolazione diversa dal solito è venuta ai due registi Marco Sonna e Martin Streitberger che nel loro ultimo lavoro sulla figura di “Peppi Nusser” hanno indagato il rapporto tra le due città fondamentali nella vita del Beato bolzanino, il luogo della sua nascita e della sua morte, ovvero il capoluogo altoatesino e la città di Erlangen, in Germania.

Il gemellaggio tra le due città è stato sancito solo 4 anni fa, nel 2017, per volontà dei due sindaci delle città che vollero sottolineare l’importanza della beatificazione di Mayr Nusser anche attraverso questo atto formale di vicinanza. La storia, la fede ed il coraggio di Mayr Nusser è cosa nota ai più ormai: Josef Mayr Nusser, nato nel 1910, era un bolzanino impegnato nella vita politica ed ecclesiale della sua città Natale; per anni offrì il suo servizio all’Azione Cattolica e alla Società San Vincenzo de Paoli e non ebbe paura di condannare apertamente le tesi hitleriane, giudicandole incompatibili con la fede cristiana. Quando gli venne imposto di arruolarsi tra le fila delle SS, nel 1944, nel momento del giuramento di fedeltà ad Hitler si rifiutò di sottoscriverlo, decretando così, di fatto, la sua condanna a morte. Mayr Nusser morì di stenti, fame e freddo, il 24 febbraio 1945, ad Erlangen, su un vagone che lo avrebbe dovuto portare al campo di concentramento di Dachau. Ad Erlangen fu sepolto e poi, negli anni successivi, la sua salma fu traslata a Stella di Renon, nella Chiesa di San Giuseppe.

Nel dopoguerra la sua scelta radicale venne di fatto ignorata dalla Chiesa e malvista da chi aveva creduto nella Grande Germania: solo in anni recenti è stato riscoperto e la sua testimonianza è stata rivalutata, tanto che il 18 marzo 2017, per volere di Papa Francesco, Josef Mayr Nusser è stato dichiarato Beato durante la cerimonia presieduta dal vescovo di Bolzano Bressanone Ivo Muser.

All’interno del docufilm “Bolzano + Erlangen. La cerchia di Peppi Nusser” di Marco Sonna e Martin Streitberger si dà voce ai ricordi dei testimoni e alle esperienze attuali di chi in Mayr Nusser vede un modello e una via da seguire. La musica sperimentale del figlio Albert è stata utilizzata come accompagnamento e fa da colonna sonora del film. Il film fa luce sulla figura del Beato bolzanino e ne offre una visione corale, intima ed obiettiva insieme, inquadrando il significato del suo martirio all’interno della Storia, quella con la S maiuscola.

La proiezione del documentario di Sonna e Streitberger è gratuita e fa parte del percorso Le vie del sacro organizzato dal Teatro Cristallo in collaborazione con la Diocesi di Bolzano-Bressanone, la sede provinciale di Bolzano delle Acli (e sostenuto con i fondi del 5 per mille – annualità 2020), la Caritas di Bolzano-Bressanone e il Centro per la pace di Bolzano.

Per poter accedere alla sala è necessario prenotare il proprio posto: è possibile farlo cliccando sul sito https://www.midaticket.it/eventi/teatro-cristallo-bolzano o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si precisa inoltre che, nel rispetto dell’art. 3 del Decreto Legge 23 luglio n. 105, per poter accedere al Teatro Cristallo è necessario esibire la Certificazione verde Covid-19 (Green Pass) insieme ad un documento di riconoscimento.

Bolzano, 29 settembre 2021

Francesca Lazzaro

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